Letteratura e orientamento: Giacomo Leopardi

Nelle scorse settimane abbiamo cominciato ad allenare le vostre ali, che sono impazienti di spiccare il volo. L’abbiamo fatto con un invito a riflettere sull’identità, su cosa rende il nostro “io” unico o, per dirla con il Dottor Seuss, cosa ci rende consapevoli che “non c’è nessuno al mondo che sia più te di te”. Abbiamo quindi scritto i nostri ritratti  poetici “Io sono“, un mosaico di immagini che vi ritraggono in tutta la vostra meraviglia.

Abbiamo poi rifatto il verso (letteralmente) a Ugo Foscolo scrivendo le prose poetiche “A…“, ispirate al suo sonetto “Alla sera”: cosa ci placa? Cosa fa scendere la quiete sul nostro animo in subbuglio?

Ora è giunto il momento di aprire la porta ad un poeta che ha avuto la capacità di toccare l’anima a generazioni di adolescenti: Giacomo Leopardi, le cui ali di passero hanno trovato nella poesia e nell’immaginazione la forza per spiccare il volo, un volo faticoso e pieno di coraggio.

Questa tappa del nostro percorso si intitola “Ed io che sono?“, una domanda che riecheggia, senza risposta, dai versi del “Canto notturno di  un pastore errante dell’Asia”, uno dei componimenti più celebri di Leopardi.

 

 

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